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COSIMA

(Tempo di lettura: 2 minuti). Nella lunga parabola artistica ed esistenziale di Richard Wagner, c’è un momento preciso in cui la sua vita smette di essere un caos romantico e comincia a prendere una forma più solida, più organizzata.Quel momento ha un nome e un volto: Cosima. Figlia illegittima di Franz Liszt e della contessa Marie d’Agoult, Cosima cresce tra libri, salotti, pianoforti e scandali. Intelligente, determinata, cresciuta a pane e romanticismo, sposa Hans von Bülow — brillante direttore d’orchestra, wagneriano entusiasta, ottimo pianista. Ma l’incontro con Wagner, più anziano di lei di 24 anni, accende una fiamma difficile da spegnere. Nasce un amore travolgente, scandaloso, potentissimo. Non è un semplice idillio romantico: Cosima diventa da subito la colonna portante dell’intero universo wagneriano. Il povero Liszt, che aveva sostenuto la carriera del compositore con convinzione e generosità, non gradisce affatto lo scandalo e per un

COSIMA2025-08-01T09:16:05+02:00

ANNI DA ESULE, IDEE DA GIGANTE.

(Tempo di lettura: 2 minuti). Dopo la fuga precipitosa da Dresda, con tanto di mandato di cattura per aver partecipato ai moti rivoluzionari del 1849, Richard Wagner si ritrova solo, squattrinato e ufficialmente esule politico. Ma guai a immaginarselo sconfitto: per Wagner, l’esilio non è una punizione, è un nuovo atto di un dramma personale sempre più vasto. Parigi, Zurigo, Venezia. I suoi anni da fuggitivo sono scanditi da traslochi, debiti e idee gigantesche. Nessuna stabilità, nessuna sicurezza economica — solo sogni titanici e una fede incrollabile nella propria missione artistica. È in questo periodo che comincia a scrivere il Ring, la summa, il capolavoro in cui tutto troverà senso. Per chiunque altro sarebbe un’impresa impossibile. Per lui, una necessità biologica. Tratti riconducibili a deliri d’onnipotenza creativa, uniti a sindrome da esilio ispiratore cronico. In questo momento fragile arriva Franz Liszt, il carismatico compositore e

ANNI DA ESULE, IDEE DA GIGANTE.2025-07-31T08:09:01+02:00

AMORI, DEBITI E RIVOLUZIONI.

(Tempo di lettura: 2 minuti). Siamo a Dresda, 1849. Richard Wagner non è solo un compositore. È un uomo che legge, scrive, discute e si infiamma per le idee del suo tempo. Vive in Germania in un momento di grande instabilità: monarchie, nazionalismi, idee democratiche, comuniste, anarchiche… tutto si mescola in un periodo esplosivo. E lui, ovviamente, cavalca tutto questo con esaltazione. “L’arte del futuro sarà l’arte della liberazione.” Wagner non concepisce l’arte come qualcosa di separato dal mondo. Crede profondamente che la musica e il teatro debbano partecipare al cambiamento della società. Per questo si avvicina agli ambienti rivoluzionari tedeschi e diventa amico di personaggi scomodi come il filosofo anarchico Bakunin.   Nel 1848-49 Dresda è travolta dai moti rivoluzionari: la popolazione chiede più libertà, meno monarchia, più diritti. Wagner partecipa attivamente all’insurrezione. Scrive pamphlet politici, aiuta l’organizzazione logistica e scappa da una città

AMORI, DEBITI E RIVOLUZIONI.2025-07-30T09:16:16+02:00

IL FUTURO SCALPITA

(Tempo di lettura: 2 minuti). Wagner non è un bambino prodigio alla Mozart. Non compone concerti a cinque anni né suona tanti strumenti a memoria. È un talento diverso, più difficile da incasellare. L'arte, per lui, è spettacolo, parola, incarnazione. E forse per questo, anche quando si avvicinerà alla musica, non la separerà mai dalla scena, dalla parola, dal gesto.     A scuola, però, Wagner è tutt’altro che disciplinato. Frequenta il liceo classico di Dresda con risultati… altalenanti. È brillante, ma caotico. Un insegnante dell’epoca scrive che Wagner è “intelligente, ma impossibile da inquadrare” e un altro lo descrive come “più portato al caos che alla disciplina, ma in modo affascinante”. Chi sono i suoi modelli? Due nomi che dicono tutto: Shakespeare e Beethoven. Il primo per la profondità tragica e teatrale, il secondo per il potere quasi cosmico della musica. Wagner non vuole

IL FUTURO SCALPITA2025-07-29T08:41:14+02:00

NASCE UN RIBELLE

(Tempo di lettura: 1 minuto e mezzo). Il 1813 non è un anno qualunque: in Europa infuriano le guerre napoleoniche, a Lipsia si combatte una delle battaglie decisive del conflitto. In questo scenario agitato nasce Richard Wagner, il 22 maggio. Un segno? Forse. Perché anche la sua vita sarà un campo di battaglia: artistica, politica, sentimentale.     Il padre biologico, Carl Friedrich Wagner, muore pochi mesi dopo la sua nascita. A crescere il piccolo Richard sarà Ludwig Geyer, attore, pittore, forse drammaturgo. Ma soprattutto, una figura talmente presente e influente da far sorgere al giovane Wagner il dubbio che sia lui il suo vero padre… La questione non verrà mai chiarita, ma resta uno dei tanti misteri che alimentano il mito personale wagneriano. Quel che è certo è che Geyer trasmette al figlio un amore viscerale per il teatro, prima ancora che per la

NASCE UN RIBELLE2025-07-28T08:46:48+02:00

UN CONSIGLIO DI BENESSERE

(Tempo di lettura: 3 minuti e mezzo) Pensare a Monteverdi equivale pensare alla nascita del melodramma, dell’Opera e della musica moderna. La mente va ai suoi libri di madrigali, all’ “Orfeo”, all’ “Incoronazione di Poppea”, tutti lavori in ambito profano che hanno veramente determinato la svolta, il cambiamento definitivo di direzione. Ma questo genio assoluto ha lasciato il segno anche nel ben più saldo mondo musicale sacro, da sempre meno incline alle rivoluzioni e alle novità. Come i veri grandi, Monteverdi ha saputo CONIUGARE INNOVAZIONE E TRADIZIONE, portando ad incontrarsi MEMORIA RINASCIMENTALE e TENDENZE BAROCCHE, perfino nella sua produzione religiosa. Canto gregoriano e polifonia (anche complessa) sposano lo stile moderno, l’espressione emotiva del testo aderisce al contrappunto, l’inserimento dello stile concertato (cioè il dialogo tra solisti, coro e strumenti) teatralizza, mette in scena e rende vive le storie e le parole presentate da testi di

UN CONSIGLIO DI BENESSERE2024-09-13T13:39:58+02:00

COMPOSITORI E BOLLICINE

(Tempo di lettura: 3 minuti circa) Estate, tempo di leggerezza. E di cocktail, freschi, dissetanti e colorati. Meglio ancora se ispirati ai grandi Maestri della Musica. Sono 3 i drink dedicati ai nostri compositori e… il Bellini non è tra questi perché, come sapete, fu dedicato al pittore Giovanni Bellini dal celebre Giuseppe Cipriani, proprietario e bartender del mitico Harry’s Bar di Venezia. Era il 1948 e la veste di un angelo in un dipinto del pittore fu da spunto per il colore della bevanda rosa tenue, derivata da purea di pesca e champagne. Il buon Vincenzo Bellini dovrà accontentarsi della “pasta alla Norma” in suo onore… I 3 cocktail intitolati davvero ai nostri compositori sono il Rossini, il Puccini e il Donizetti, quest’ultimo di recente invenzione. Sempre opera di Cipriani è il Rossini, variante del Bellini: al posto delle pesche, polpa di fragole frullata. Il colore

COMPOSITORI E BOLLICINE2024-08-22T08:35:40+02:00

MUSICA E MONTAGNA: LA “SINFONIA DELLE ALPI” DI STRAUSS

  (Tempo di lettura: 3 minuti circa.) Con quattro podcast dedicati al mare nella musica (nella sezione CONTENUTI di questo sito) non potevo, da grande amante della montagna quale sono, non dedicare almeno qualche riga al paesaggio montano nella musica. Sono diversi i brani musicali ispirati alla grandezza delle montagne, ma a mio avviso il più impressionante e completo è “Eine Alpensinfonie” op. 64 di Richard Strauss, scritto tra il 1911 e il 1915 e pensato come colossale affresco sinfonico, con tanto di organo e orchestra mastodontica di ben 137 elementi, che ci accompagna sui monti per un viaggio di quasi 24 ore. Infatti, secondo le note programmatiche dell’autore divise in 22 momenti diversi, si parte dalla notte scura e misteriosa, per assistere al grandioso sorgere del sole con un tema eroico e monumentale, per poi approdare all’inizio della salita, con l’uomo (viandante) che si

MUSICA E MONTAGNA: LA “SINFONIA DELLE ALPI” DI STRAUSS2024-08-14T20:10:10+02:00

SE LO DICE ALBERTO ANGELA…

(Tempo di lettura: 3 minuti e mezzo) “Se vuoi fare divulgazione, su un qualsiasi argomento devi fare le stesse domande che farebbe chiunque: il tuo barista, il notaio. E a quelle domande devi rispondere, entrando nel cuore delle persone attraverso la mente. In che modo? C’è bisogno di qualcuno che racconti la scienza o la cultura e che lo faccia in maniera comprensibile. La gente deve arrivare a dire: ho capito quello che hai detto, dunque di te mi fido.” Ho scelto queste illuminate parole del grande Alberto Angela per inaugurare il mio BLOG e chiarire subito lo scopo per il quale nasce: parlare di musica, di arte e di cultura in maniera semplice e piacevole, per condividere pensieri, ricerche e riflessioni con chi ama questi argomenti. Parlare di qualcosa in maniera chiara e comprensibile secondo me non significa essere superficiale, significa saper divulgare nel senso più

SE LO DICE ALBERTO ANGELA…2024-08-02T01:08:00+02:00

SUPERARE IL PREGIUDIZIO: DUE LIBRI DI BEATRICE VENEZI.

(Tempo di lettura: 3 minuti e mezzo) Lo confesso: ho voluto comprare un paio di libri di Beatrice Venezi per vedere come se la cavava con la penna in mano. E confesso anche che, con tutto il polverone sollevato dalle sue dichiarazioni politiche, dalla sua presenza mediatica e dalla sua discussa carriera di direttore/rice d’orchestra, ero prevenuta. Non è questa la sede per commentare le ideologie di nessuno, né per giudicare una competenza musicale che non ho mai ascoltato dal vivo, sulla quale quindi non posso avere strumenti di valutazione. Però questi due libri li ho letti e la mia la vorrei dire: sono piacevoli, ben scritti, interessanti e accattivanti. Cominciamo dal primo “LE SORELLE DI MOZART. Storie di interpreti dimenticate, compositrici geniali e musiciste ribelli”, Edizioni UTET 2020. L’argomento mi appassiona da sempre e l’ho approfondito più volte, anche sul mio canale Youtube oltre

SUPERARE IL PREGIUDIZIO: DUE LIBRI DI BEATRICE VENEZI.2024-08-02T01:00:45+02:00

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